Ezechiele Leandro da Lequile

Il 14 novembre 1916 Giovanna Ciurlia riconosce Leandro come proprio figlio (senza però potergli dare il cognome) e viene chiuso in convento presso i frati.
Nel 1921 parte per il servizio militare. Nel 1933 sposa Francesca Martina e si trasferisce a San Cesario di Lecce.
Dal matrimonio nascono Maria Pia, Ines, Anna e Angelo affetto da sindrome di Down. Per far fronte ai problemi economici trova lavoro come minatore dapprima in Africa,dove rimane venti mesi e poi in Germania.
Nel 1939 viene richiamato alle armi e assegnato alla caserma della Guardia di Finanza di Mare nel 1941 a Matera,dove si trasferisce con la famiglia che lo segue due anni dopo a San Cesario, essendo stato destinato in forze a Galatina. Nel ’46 apre un’officina di affitto, riparazione e vendita di biciclette, e lavora anche come cementista e incrementa l’attività di rottamaio. Acquista il terreno in via Cerundolo e inizia la costruzione della sua casa (oggi Casa Museo)e trasferisce a Lecce la sua attività di rottamaio che si è notevolmente incrementata.
Dal 1957,dopo aver sperimentato la scultura decide di cimentarsi nella pittura.

Partecipa a vari concorsi,e la tv italiana si occupa di lui nel ’62, quando inizia la costruzione del “Santuario della Pazienza”e nel 69. Nel ’70 è sconvolto dalla perdita della moglie. L’anno dopo espone a Londra,alla “Galleria ’70” di Lecce, e partecipa a diverse collettive e personali in tutta Italia ed è a Roma tra i “90 Artisti in Via Frattina”. Incontra per un’intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno Antonio Verri,sarà l’inizio di una lunga amicizia.
Nel ’72 apre a Lecce la Galleria Leandro e poco tempo dopo espone alla galleria comunale “Il Sedile” di Lecce. Si occupano di lui Toti Carpentieri e Renzo Margonari e anche la Rai TV che trasmette un altro servizio.Intanto i rapporti con alcuni suoi concittadini si fanno sempre più ostili al punto che nel ’73 è costretto a sopraelevare il muro di cinta del giardino per difendere se stesso e le sue opere dalle continue aggressioni di chi considera Leandro un “pazzo” creatore di “mostri, pupi” contro i quali addirittura si arriva a chiedere in una petizione di firme che vengano rasi a suolo. Nel frattempo però Leandro riceve riconoscimenti in campo internazionale e continua le sue esposizioni su tutto il territorio nazionale e poi in un tour europeo che lo porta a Lione, Londra, Parigi, Bruxelles, Strasburgo, Berlino e Marsiglia. Il 12 ottobre 1975 inaugura “Il Santuario della Pazienza” Museo Leandro San Cesario di Lecce. Recensito da importanti testate giornalistiche e cataloghi d’arte riceve il titolo di Accademico dell’Accademia Tiberina di Roma,vince numerosi premi e nel ’77 pubblica il suo primo libro “La creazione degli angeli e il peccato di Adamo ed Eva”e nell’80 per il libro “Sentite questo” viene nominato dall’Accademia Internazionale di lettere Arti e Scienze di Bologna “Accademico d’onore a vita”.Prepara con la collaborazione del Comune di San Cesario e il Quotidiano di Lecce la grande mostra fissata per il febbraio del nuovo anno presso il Museo d’Arte Contemporanea di San Cesario, ma muore il 17 febbraio 1981.

Ezechiele Leandro da Lequile

Il 14 novembre 1916 Giovanna Ciurlia riconosce Leandro come proprio figlio (senza però potergli dare il cognome) e viene chiuso in convento presso i frati.
Nel 1921 parte per il servizio militare. Nel 1933 sposa Francesca Martina e si trasferisce a San Cesario di Lecce.
Dal matrimonio nascono Maria Pia, Ines, Anna e Angelo affetto da sindrome di Down. Per far fronte ai problemi economici trova lavoro come minatore dapprima in Africa,dove rimane venti mesi e poi in Germania.
Nel 1939 viene richiamato alle armi e assegnato alla caserma della Guardia di Finanza di Mare nel 1941 a Matera,dove si trasferisce con la famiglia che lo segue due anni dopo a San Cesario, essendo stato destinato in forze a Galatina. Nel ’46 apre un’officina di affitto, riparazione e vendita di biciclette, e lavora anche come cementista e incrementa l’attività di rottamaio. Acquista il terreno in via Cerundolo e inizia la costruzione della sua casa (oggi Casa Museo)e trasferisce a Lecce la sua attività di rottamaio che si è notevolmente incrementata.
Dal 1957,dopo aver sperimentato la scultura decide di cimentarsi nella pittura.

Partecipa a vari concorsi,e la tv italiana si occupa di lui nel ’62, quando inizia la costruzione del “Santuario della Pazienza”e nel 69. Nel ’70 è sconvolto dalla perdita della moglie. L’anno dopo espone a Londra,alla “Galleria ’70” di Lecce, e partecipa a diverse collettive e personali in tutta Italia ed è a Roma tra i “90 Artisti in Via Frattina”. Incontra per un’intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno Antonio Verri,sarà l’inizio di una lunga amicizia.
Nel ’72 apre a Lecce la Galleria Leandro e poco tempo dopo espone alla galleria comunale “Il Sedile” di Lecce. Si occupano di lui Toti Carpentieri e Renzo Margonari e anche la Rai TV che trasmette un altro servizio.Intanto i rapporti con alcuni suoi concittadini si fanno sempre più ostili al punto che nel ’73 è costretto a sopraelevare il muro di cinta del giardino per difendere se stesso e le sue opere dalle continue aggressioni di chi considera Leandro un “pazzo” creatore di “mostri, pupi” contro i quali addirittura si arriva a chiedere in una petizione di firme che vengano rasi a suolo. Nel frattempo però Leandro riceve riconoscimenti in campo internazionale e continua le sue esposizioni su tutto il territorio nazionale e poi in un tour europeo che lo porta a Lione, Londra, Parigi, Bruxelles, Strasburgo, Berlino e Marsiglia. Il 12 ottobre 1975 inaugura “Il Santuario della Pazienza” Museo Leandro San Cesario di Lecce. Recensito da importanti testate giornalistiche e cataloghi d’arte riceve il titolo di Accademico dell’Accademia Tiberina di Roma,vince numerosi premi e nel ’77 pubblica il suo primo libro “La creazione degli angeli e il peccato di Adamo ed Eva”e nell’80 per il libro “Sentite questo” viene nominato dall’Accademia Internazionale di lettere Arti e Scienze di Bologna “Accademico d’onore a vita”.Prepara con la collaborazione del Comune di San Cesario e il Quotidiano di Lecce la grande mostra fissata per il febbraio del nuovo anno presso il Museo d’Arte Contemporanea di San Cesario, ma muore il 17 febbraio 1981.

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