Porto Cesareo: e scompare un altro cordone dunale


Porto Cesareo: e scompare un altro cordone dunale

Mi sento male, quando vedo che Porto Cesareo viene ancora accoltellato, sfregiato, violentato nelle sue parti vitali sotto gli occhi (dormienti) di chi lo amministra e dovrebbe proteggerlo. Meritano l'ergastolo tutti quei delinquenti che per favorire il passaggio in spiaggia ai turisti, o per costruirsi una casa abusiva al mare, continuano a sbancare le dune, a distruggere la macchia mediterranea, a mettere fuoco agli ulivi secolari, ad infierire sul corpo già martoriato del mio paese.
Se non si intensifica da subito la vigilanza, se non si inaspriscono le sanzioni, se non si avvia una politica seria di tutela del paesaggio e salvaguardia dell'ambiente, se non si danno segnali forti di legalità, fra vent'anni Porto Cesareo sarà così pieno di cicatrici che non lo riconoscerà più nessuno e, abbandonato a se stesso, andrà inesorabilmente verso la morte economica e sociale.
Mi sento male quando penso che i figli dei miei figli potrebbero non poter correre a piedi nudi sulla sabbia bianca e sottile, a ridosso di un mare cristallino; mi fa male sapere che qualcuno, miope ed egoista, utilizza le ruspe per eliminare i cordoni dunali del mio paese, e questo solo per un pugno di euro.

Prof. Cosimo Damiano ARNESANO
(Presidente Fondazione Culturale "Identità e Futuro")



  • Redazione
  • Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2014 - 21:55
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