Maglie. Tombe altomedievali di San Sidero


Maglie. Tombe altomedievali di San Sidero

Egregio dottor Fitto, sono Salvatore Fiori ed a Lei mi presento sia come l'autore del recente libro "I Templari in Terra d'Otranto: tracce e testimonianze nel Basso Salento" (edito nel mese di settembre e presentato al pubblico nel prossimo salone del libro di Campi Salentino a novembre) ma anche come architetto e cittadino italiano, sensibile alle tematiche ambientali, appassionato cultore della Sua terra.
Ho appreso recentemente sia da siti internet che dalla stampa salentina che il Comune di Maglie ha in progetto una serie d'imponenti interventi sul territorio, per la realizzazione di un lago per il recapito finale delle acque pluviali, in un'area di grande interesse naturale, archeologico ed architettonico, la zona cosiddetta "San Sidero".
Il sottoscritto ha studiato quell'area, da anni, dal punto di vista storico ed ha presentato un'approfondita relazione sul luogo di San Sidero, nel 2009, al convegno di studi templari della LARTI a Cividate Camuno (BS), in seguito pubblicata negli atti e diffusa in tutta Italia: anche il recente libro, sopra citato, riporta uno studio sul "tenimento templare di Santo Isidoro d'Otranto" ovvero la masseria San Sidero, posta tra il comune di Maglie e quello di Melpignano, sita in un'area universalmente conosciuta per le sue straordinarie emergenze archeologiche quali dolmen, menhir, specchie, tombe di epoca tardo-antica e medievale nonché per il rinvenimento di reperti preistorici.
Il sottoscritto rivolge, a Lei ed a tutta l'Amministrazione Comunale, un'accorata supplica a prendere in considerazione l'eventualità di rimettere in discussione il progetto in oggetto e fare una seria pausa di riflessione per una più ponderata valutazione dell'impatto sull'ambiente e sul patrimonio archeologico-monumentale dell'area.
Sarebbe auspicabile l'imposizione di un vincolo per tutelare l'area e per porre le basi alla sua rivalutazione in chiave turistica e culturale, già compromessa (forse non eccessivamente) dalla costruzione del depuratore.
E' necessario che si rimettano, comunque, tutte le decisioni al parere vincolante delle Soprintendenze( che leggono la presente per conoscenza) e che si trovi un compromesso.
E' comprensibile la necessità e l'urgenza di dismettere il recapito attuale, che convoglia le acque di pioggia in falda, con la costruzione di un canale ed un lago per il recapito finale delle acque pluviali, ma che si studi il minor impatto possibile in funzione di future utilizzazioni dell'area in modo che le nuove strutture siano integrabili con un possibile ed auspicabile percorso ludico-culturale.
Mi appello all'intelligenza di amministratori e forze locali affinché si lavori fin da ora in funzione di un futuro progetto di passeggiata archeologica integrata, che valorizzi anche altri beni ambientali dell'area quali masserie, muretti, antiche carrarecce (le cazzatore ), i pozzi e le cave, il tutto valorizzato da laghetti e fossi a basso impatto, con la funzione di unire l'utile( il necessario) al dilettevole, in previsione di un incremento della fruizione turistica, forse, anche con riflessi occupazionali nel territorio.

Le porgo rispettosi saluti,

arch. Salvatore Fiori



  • Redazione
  • Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2014 - 21:55
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