Tap. Il Salento e la Puglia dicono NO

No è la risposta decisa e fiera di associazioni di cittadini, comitati e personaggi pubblici e politici, al Trans Adriatic Pipeline, metanodotto di importazione di gas naturale dalla regione del Mar Caspio all'Europa. E anche noi di Salento.com ci schieriamo dalla parte del territorio


Tap. Il Salento e la Puglia dicono NO

Tap e No Tap. È da tempo ormai che si parla in Salento del progetto del Gasdotto Trans-Adriatico (conosciuto anche come TAP = Trans Adriatic Pipeline) che prevede la realizzazione di un nuovo metanodotto di importazione di gas naturale dalla regione del Mar Caspio all'Europa.

Tap

Lungo circa 870 km, sulla terraferma circa 10 km, la questione riguardante la sua realizzazione riguarda la provincia di Lecce (per via dell’approdo sulle coste di San Foca, marina di Melendugno).

TAP dovrebbe essere un progetto per la realizzazione di un gasdotto sicuro, interrato a una profondità tale da risultare mai visibile, tuttavia il rischio di impatto ambientale è altissimo e, ovviamente i salentini, prima che fosse autorizzato e realizzato, hanno voluto vederci chiaro.

Il progetto è nato per volere della EGL, società di elettricità, gas e prodotti finanziari energetici, che nel 2003 ha condotto uno studio di fattibilità fino al 2006 per verificare la realizzabilità tecnica, economica e ambientale del gasdotto. Il parere è stato positivo. Nel 2011 sono stati lanciati i progetti di monitoraggio del fondo marino e valutazione del percorso da seguire su terra in Albania e il 24 gennaio 2012 sono iniziati i monitoraggi i sondaggi marini di fronte la costa di San Foca con lo scopo di raccogliere campioni dal fondale marino lungo il possibile percorso del gasdotto.

Pare che il TAP trasporterà circa 10 miliardi di metri cubi all'anno di gas naturale, una quantità sufficiente per alimentare circa 3 milioni di consumatori domestici. Con l'aggiunta di una terza stazione di compressione il gasdotto sarà in grado di duplicare la quantità trasportata a 20 miliardi di metri cubi/anno.

No Tap

La Regione Puglia si è rifiutata di accettare questo dispetto alla natura, questo massacro del territorio e ha bocciato il progetto. Le trivellazioni infatti sono certamente dannose per l’ambiente e la salute pubblica e la pericolosità non finisce qui. Il condotto dovrebbe terminare proprio in una delle zone balneari più frequentate dalla popolazione salentina e dai turisti: la costa di Melendugno.

Capeggiati dal Comitato “No Tap” infatti, i cittadini del paese si sono uniti nel dissenso alle amministrazioni comunali di Melendugno e Vernole, ai confinanti Calimera e Castrì, alla Confcommercio e altre associazioni di categoria.

I tecnici della Regione Puglia hanno inoltre analizzato le osservazioni e le documentazioni in merito alla questione definendo "carente la documentazione tecnica, soprattutto in relazione al terminale di ricezione e riduzione della pressione del gas con capacità prevista di 20mld di mc all'anno e che interesse un'area di 92mila mq". Dopo il petrolio sui fondali la Puglia non ha certo bisogno di altro inquinamento. Lo sanno bene i comitati, gli attivisti e le associazioni allarmati tutti per il futuro del territorio Salento, dalla forte vocazione turistica culturale e ricco di bellezze architettoniche e naturali, che non deve essere deturpato.

Mentre per i vertici del Tap la centrale sarebbe solo un misuratore di gas, per gli ambientalisti si tratterebbe di un depressurizzatore, deputato a riscaldare il gas per abbassarne la pressione prima di immetterlo nella rete, con relativi risvolti negativi per l’impatto ambientale.

Il Comitato Via ha espresso parere negativo rispetto alla procedura incardinata dalla Trans Adriatic Pipeline presso il ministero dell'Ambiente. I parlamentari del M5S , hanno sollecitato il ddl per la ratifica dell’accordo trilaterale Italia - Albania – Grecia che arriverà in Commissione Ambiente per un parere dettagliato sull’impatto territoriale, ecologico ed ambientale.

Anche lo scrittore Erri De Luca, giunto pochi giorni fa in Salento per altri motivi, ha espresso il suo NO TAP, schierandosi dalla parte di chi ha a cuore la tutela del territorio e tanti altri sono i personaggi pubblici e politici contro questo progetto.

I parlamentari salentini di M5S chiedono a PD e a SEL concretezza e uniformità d’intenti. “Chiederemo il voto elettronico nominale” - dichiara la Cittadina Senatrice Barbara Lezzi“ - in modo che tutti si assumano le proprie responsabilità dinanzi al territorio.“

La Puglia”, ha detto Lorenzo Nicastro, Assessore alla qualità dell’ambiente della Regione Puglia, "ha già dato molto in termini di diversificazione energetica con le rinnovabili" e, probabilmente, non ha bisogno di un nuovo mega-impianto in un'area, qual è il Salento, in cui esistono già impianti di produzione energetica da fonti fossili a forte impatto ambientale, che non reggerebbe un aumento delle emissioni”.

La Puglia dice NO al TAP sulla base dell'esigenza di tutelare il proprio territorio da una aggressione su più fronti. L’odore, anzi la puzza, è quella di una corsa allo sfruttamento esasperato delle fonti fossili per meri motivi economici.

Non c'è tanto da dire.La Puglia è uno dei pochi paradisi terrestri ancora esistenti in Italia e nel mondo e, prima che sia troppo tardi, noi che amiamo questo territorio dobbiamo impedire che sia deturpato e sfruttato. Per noi stessi e le generazioni future. Punto.

                                                                                                                                           Cinzia Margarito

                                                                                                                                         Redazione Salento.com



  • Cinzia.Margarito
  • Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2014 - 15:43
Commenti

Redazione

19 Febbraio 2014 - 21:58

Non ci si può fidare dei politici e degli amministratori che abbiamo in Italia. Vedi ILVA, Cerano, Colacem e rifiuti tossici...



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