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Pensionati di Lecce e provincia in mobilitazione

Assemblee, volantinaggi e referendum parte quindi da questa settimana una grande mobilitazione nazionale dei pensionati e delle pensionate.


Pensionati di Lecce e provincia in mobilitazione

L'assenza di interventi del Governo nazionale finalizzati alla giustizia sociale, in grado di promuovere uguaglianza, dignità, nuovi diritti di cittadinanza e per contrastare l'esclusione e l'emarginazione di fasce ampie della società e della popolazione anziana non è più accettabile. Vanno assicurate alla popolazione e ai soggetti più deboli tutele e certezze contro il diffondersi delle povertà e la riduzione delle protezioni sociali. I pensionati non sopportano più di aspettare promesse che non si realizzano mai, come l'aumento del potere d'acquisto delle pensioni falcidiate dal fisco e dai prezzi.

Parte quindi da questa settimana una grande mobilitazione nazionale dei pensionati e delle pensionate. A Lecce e in tutta la provincia sono già in corso, e saranno organizzate ogni giorno, iniziative nel territorio. Assemblee, volantinaggi e attivi per discutere delle problematiche che riguardano le fasce deboli del territorio e per promuovere la consultazione popolare, con un voto referendario organizzato dallo SPI CGIL, sull'Accordo separato firmato con il Governo dai sindacati e su cui la CGIL ha espresso la propria contrarietà. Le assemblee già programmate per i prossimi giorni sono:

giovedì 26 a Maglie, venerdì 27 a Ruffano e Nardò, nel fine settimana a Lecce.

 

La consultazione popolare e il voto

 

Il 22 gennaio è stato firmato un Accordo separato che modifica le regole in base alle quali sottoscrivere i rinnovi contrattuali. La Cgil proponeva altre priorità che ora persegue con la propria iniziativa: individuare norme urgenti e stanziare consistenti risorse per tutelare i lavoratori, i pensionati, i precari e i cittadini dalla pesante crisi che attraversa il Paese. Dalla lettura dell'Accordo risulta che il Contratto nazionale non avrà mai la possibilità di recuperare il potere d'acquisto del salario reale; il secondo livello di contrattazione è più rigido e non viene esteso; aumenta la possibilità di derogare in peggio dal Contratto nazionale. Vengono inoltre indicate le scelte per misurare la rappresentatività sindacale senza che sia esplicitamente assunto il criterio del voto per le RSU. Questo premurerebbe un sindacato che considera solo gli iscritti e riduce gli spazi di democrazia dati dal voto. A ciò si aggiunge un pesante intervento sul diritto di sciopero che non rispetta il dettato costituzionale e limita libertà costituzionalmente garantite. La Cgil ha chiesto di promuovere un referendum unitariamente. Ci è stato risposto di no. Con il tuo voto ti chiediamo di dirci se condividi i contenuti dell'Accordo separato.

 

Info: Rosanna Maragliulo Segretario Gen. Prov.le SPI Cgil Lecce 335.5437450

(recapito ad uso esclusivo dei sigg. giornalisti, non pubblicabile)


Lecce, 24 febbraio 2009 La Segreteria Prov.le SPI CGIL - Lecce



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  • Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2014 - 21:56
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