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Le grotte della costa ionica del Salento

Meravigliose perle tra rocce e mare ne citiamo delle altre questa volta presenti sul versante ionico


Le grotte della costa ionica del Salento

Sono numerosi gli ambienti ipogei che caratterizzano il territorio salentino. Oltre alle numerose grotte presenti sulla costa salentina adriatica, già trattate in un altro articolo, ne citiamo delle altre questa volta presenti sul versante ionico.

Sul versante ionico, partendo da Santa Maria di Leuca, individuiamo alcune grotte tutte meritevoli di attenzione, nell'ordine da sud a nord ritroviamo:

  • Grotta di Mesciu Gianni: la storia racconta di un certo “Mesciu Gianni”, maestro Giovanni, il quale si recava in solitudine nella grotta per raccogliere sassolini di forme e colori differenti col fine di elaborare delle opere d'arte.  Entrando, resterete stupiti ed emozionati dinanzi alle tante colorazioni che assume la roccia all’ingresso della grotta, conferendo alle acque che la scalfiscono l’idea di un mosaico naturale!
  • Grotta del Fiume: Si tratta di una grotta larga una ventina di metri caratterizzata da acque fredde e dolci. È raggiungibile in barca in condizioni di mare calmo, altrimenti è visitabile a nuoto.
  • Grotta del Presepe: si tratta di una piccola grotta caratterizzata da una serie di archi bassi che delimitano più concamerazioni. Proprio questa strutturazione della camera ricorda un piccolo presepe bagnato dal mare.
  • Grotta delle Tre Porte: è così denominata poiché è costituita da tre grandi aperture che lasciano intravedere un’immensa cavità, completamente visitabile sia in barca sia a nuoto.  Il sol ammirare queste tre porte dall'esterno della grotta senza entrarvi, suscita già di per sé grande emozione.  Addentrandosi con la barca sarà possibile anche godere non solo delle acque assolutamente cristalline ma anche della vista sulla parete frontale di un cunicolo che termina in un’altra camera con stalattiti e stalagmiti, all'interno della quale ritroviamo la “Grotta del Bambino”, dove fu ritrovato un molare superiore sinistro di un bambino di circa 10 anni risalente all’età neandertaliana. Nel cunicolo invece, sono stati ritrovati i resti di ossa di animali non proprio della nostra penisola: rinoceronte, elefante antico e cervo.  Una grotta avvolta da un manto di mistero ed antichità!
  • Grotta del Drago: grotta larga 40 metri e larga sessanta metri, il nome deriva dalla forma della grotta che ricorda la testa di un drago. Proprio al centro della cavità, evidente è un grande scoglio al di sopra del quale si instaura una stalagmite denominata dente del drago. Completamente visitabile sia in barca sia a nuoto, si può approdare in diversi punti ed ammirare i colori delle rocce e dei sassi del fondale marino. Dunque se siete attirati dalla magia e… dai draghi questa è la grotta che fa per voi!​
  • Sul versante jonico, spostandoci più a Nord, dalla meravigliosa oasi di Porto Selvaggio, è possibile raggiungere a nuoto una piccola grotta, denominata grotta del cavallo,
  • Presso la Baia di Uluzzo tra bagni e snorkeling, sorgono altre grotte di cui la più importante è la Grotta di Capelvenere, così denominata per via di una pianta che cresce nelle vicinanze, nota come felce di capelvenere. Come in molte altre, anche qui sono stati rinvenuti reperti di epoca messapica e romana

 

Non Tutte queste grotte possono essere visitate a piedi, poiché alcune di queste si affacciano direttamente sul mare, tuttavia è possibile raggiungerle tramite imbarcazioni, che condurranno il visitatore a ridosso delle grotte per ammirarle in tutto il loro splendore!



  • mariannamangiatordi
  • Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2017 - 16:36
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