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La Costituzione Italiana in dialetto salentino

Rassegna "Quattro chiacchiere in punta di penna... estate" della Pro loco di Squinzano


La Costituzione Italiana in dialetto salentino

L’Italia ete na Repubblica demucratica fundata subbra la fatìa”, leggendo “La Costituzione Italiana in dialetto salentino” di Vincenzo Serratì, si ha l’impressione di sentirsi raccontare dai nonni, in riva al mare, in una serata di Luglio, gli articoli, uno dopo l’altro.

Il dialetto salentino diventa il veicolo divulgativo della nostra Carta Costituzionale. Questo almeno è l’obiettivo a cui l’autore anela nel suo volume pubblicato da Congedo Editore ed inserito nella collana “Biblioteca di Cultura Pugliese”.

Il libro è diviso in sezioni che aiutano il lettore ad avviarsi ad una lettura consapevole. Pascal Pezzuto, nella sua brillante prefazione, comprende la rivoluzione copernicana del libro stesso, ad essa fa seguito il contributo linguistico sulle origini del dialetto salentino della docente di lettere Maria Diletta Martucci. La fonologia è tratta da “L’idioma della mia gente” di Italo Passante, un contributo postumo ad un cittadino squinzanese eccellente. Il libro si sofferma, in seguito, sui segni convenzionali indicativi della fonetica desunti dal “Vocabolario dei dialetti salentini” di Gerhard Rohlfs. L’autore riserva un’ulteriore sezione alla morfologia, alla quale fa seguito il contributo tecnico-scientifico dell’Avv. Raffaele Marzo dal titolo “La Costituzione Italiana: origini, storia e rinnovate sollecitazioni”. Le note linguistiche a piè di pagina offrono al lettore una puntuale corrispondenza tra il dialetto squinzanese, utilizzato, dall’Autore per “tradurre” la Costituzione Italiana, e i dialetti salentini in un ventaglio che parte da Leuca ed arriva a Taranto. Tutti questi contributi, indubbiamente, regalano un indiscusso prestigio alla pubblicazione, contribuendo a rendere più agevole la lettura del testo.

Sfogliando le pagine del libro si constaterà che il dialetto renderà familiare ed intima la lettura, i termini recupereranno antichi echi sopiti e riaffiorerà il senso di Patria ormai dimenticato. L’Autore annulla il distacco e la freddezza della legge, rende tutto più malleabile così com’è la lingua dialettale.

L’opera, originale ed unica nel suo genere in Italia, è stata presentata nell’Oratorio Giovanile “San Nicola” ex Nassa a Casalabate, all’interno della rassegna “Quattro Chiacchiere in Punta di Penna… Estate”. L’evento è organizzato dalla Pro Loco di Squinzano in collaborazione con la Pro Loco di Casalabate – Marina di Trepuzzi, l’Oratorio Giovanile “San Nicola”, la Città di Squinzano e l’Assessorato al Turismo.

 



  • crismand
  • Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2015 - 09:31
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