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LA BABILONIA DELLA BANDADRIATICA

Presentato a Roma il nuovo disco dell'ensemble salentino prodotto da Finisterre e promosso con il sostegno di Puglia Sounds Record.


LA BABILONIA DELLA BANDADRIATICA

Babilonia è il titolo del quarto lavoro discografico della Bandadriatica, prodotto da Finisterre, promosso con il sostegno di Puglia Sounds Record e distribuito in Italia e all’estero da Felmay. La presentazione ufficiale è stata ospitata dal Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica di Roma con la partecipazione del sassofonista Javier Girotto e del percussionista Massimo Carrano.

L'ensemble salentino, guidato dall’organettista e cantante Claudio Prima, negli ultimi anni ha centrato la sua ricerca sulle origini delle musiche del Mare Adriatico. In questo cd spinge il suo sguardo fino alla Turchia, al Libano e all'Armenia. La Bandadriatica veleggia a Oriente per individuare i tratti comuni delle diverse tradizioni e, come di consueto, per riscrivere la musica tradizionale, con numerosi brani inediti nei testi e nelle musiche, filtrando il tessuto creato dai fili delle diverse tradizioni incontrate e ritradotte con la propria sensibilità. Babilonia è, infatti, incontro di culture, sfida della comunicazione. L'Adriatico è da sempre una Babilonia di lingue e culture e la BandAdriatica ha percorso le rotte dell'incomunicabilità per ritrovare tradizioni che parlano fra loro grazie a fonemi ancestrali. Questa volta la navigazione tocca gli estremi lembi del Mediterraneo: l'incontro con i musicisti libanesi, turchi, armeni (Rony Barrak, Burhan Ocal, Nure Dlovani, Deniz Koseoglu) ha confermato l'opportunità concreta di un dialogo fra culture diverse, provenienti da regioni del mondo che hanno in comune tradizioni e ritualità. Le musiche del Sud Italia, rappresentate dal dialetto salentino, a guisa di lingua arcaica, per mezzo dell'Est Europa, giungono in Turchia, in un percorso a ritroso che indaga le origini della musica adriatica. Nel cd confluiscono generi e lingue diverse, armonizzati dal desiderio di superamento del concetto di confine geografico e musicale. Dodici composizioni inedite mescolano musica tradizionale salentina e mediorientale, new balkan e afro, sfidando i confini di genere. Il primo singolo che dà il titolo all’album parla della possibilità concreta di trasformare la nostra percezione del concetto di diversità culturale.

«Nel tempo della divisione e della confusione, nella Babilonia moderna dell'incomunicabilità e del razzismo, la musica rende possibile la comprensione e lo scambio, praticando l'idea di appartenenza alla stessa storia, la storia dei popoli straordinari che hanno reso grande il Mar Mediterraneo», sottolinea Claudio Prima.

L’ensemble composto da Claudio Prima (organetto, voce), Emanuele Coluccia (sax contralto), Vincenzo Grasso (clarinetto, sax tenore), Andrea Perrone (tromba),Gaetano Carrozzo (trombone), Morris Pellizzari (chitarre, kamalè ngonì, saz), Giuseppe Spedicato (basso elettrico, tuba), Ovidio Venturoso (batteria, cajon) ospitaRony Barrak (percussioni), Deniz Koseoglu (saz), Nure Dlovani (violino), Enza Pagliara e Rachele Andrioli (voce), Roberto Chiga (tamburello).



  • crismand
  • Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2015 - 19:28
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