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Grecìa Salentina - Un’enclave greca

“Kalòs ìrtate stin” campeggia sui cartelli stradali di benvenuto di alcuni centri della provincia di Lecce.


Grecìa Salentina - Un’enclave greca

Siamo nella Grecìa Salentina, l'area grika, ellenofona, quella dove gli antichi periodi bizantini (a partire dal ‘500 dopo Cristo) hanno lasciato un segno, un solco profondo, negli ultimi anni sempre più caratterizzante per i circa 54.000 abitanti degli undici comuni. Calimera (che in greco vuol dire Buongiorno), Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino, in rigoroso ordine alfabetico. Undici comuni - nove dei quali geograficamente contigui formano un'autentica enclave - che nel loro assieme formano "L'Unione dei Comuni della Grecìa Salentina", ente locale nato il 28 settembre del 2001 e dotato di un proprio statuto autonomo. Già nove fondatori in partenza ed adesioni successive nel 2005 di Carpignano e nel 2007 di Cutrofiano (entrambi paesi dove non si parla il griko). I circa 150 km quadrati rappresentano molto più che un ente a sé, costituendo infatti un'autentica isola linguistico - culturale all'interno della quale la comunità conserva lingua, cultura e tradizioni d'origine ellenica. L'area attuale della Grecìa Salentina è la parte residua di una grecità più vasta che andava dallo Jonio all'Adriatico, con particolare rilevanza nel quadrilatero ideale ai cui vertici si trovano Otranto, Casarano, Gallipoli e Nardò. La penetrazione di popolazioni elleniche è sempre stata costante in questa zona del Salento, assumendo il carattere della colonizzazione durante il periodo bizantino, la cui architettura (ancora assai presente) prestava grande attenzione all'eleganza formale. Negli ultimi anni si registra una maggiore attenzione degli abitanti della Grecìa Salentina verso le proprie origini, la propria storia, le tradizioni e la lingua, vero elemento contrassegnante, tema di canti e storie popolari. Il griko, scritto in caratteri latini, presenta punti in comune con il neogreco e nel contempo vocaboli che sono frutto di evidenti influenze leccesi. In tema di tradizioni impossibile non citare il Festival di Musica Popolare "La Notte della Taranta", nato nel 1998 e letteralmente esploso - sostenuto dagli Enti locali - a livello internazionale nel nuovo secolo. Un "fenomeno" che attrae migliaia di spettatori (uomini e donne di tutte le età) provenienti da ogni dove, Italia e vari paesi del mondo, conquistati dal ritmo travolgente della pizzica, la musica che cadenzava l'antico rituale di cura dal morso immaginario della tarantola. Terapia - per liberare dall'incantesimo la donna prigioniera e posseduta - l'incessante percuotere dei tamburelli a ritmo vorticoso, pari all'ossessivo ballo che ne accompagnava il suono. La pizzica, oggi non più taumaturgica, è divenuta fenomeno socializzante, nonché trainante della salentinità all'estero. Il Festival, itinerante per il Salento nel mese di agosto, si apre ogni anno a Corigliano d'Otranto e si conclude con il fantasmagorico concerto di Melpignano dove sovente giungono star internazionali pronte a misurarsi con la pizzica.



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  • Redazione
  • Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2014 - 21:56
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