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Il pinguino salentino

Sull’ultimo numero della rivista National Geographic uno studio sull'antenato del pinguino vissuto in Salento in età paleolitica.


Il pinguino salentino

Sembrerà una notizia bizzarra ma in realtà è tutto vero! Da uno studio realizzato dalle giornaliste scientifiche Lisa Signorile e Anna Rita Longo e pubblicato sul numero di maggio della rivista “National Geographic dedicato alla varietà di uccelli preistorici i cui calchi di resti ossei sono esposti nel museo paleontologico “Decio De Lorentiis” di Maglie, è emerso che un antenato del pinguino ha vissuto nelle grotte marine del Salento in età paleolitica.

L’antenato del pinguino “L'alca impenne” appartenente alla famiglia degli Alcidi, era un uccello incapace di volare, stanziato nella regione dell’Oceano Atlantico. Le ali erano lunghe solo 15 cm, e non consentivano all'uccello di volare. Al contrario, era un ottimo nuotatore, caratteristica che impiegava durante la caccia.

L'alca impenne raggiungeva i 75–85 cm di altezza e pesava circa 5 kg; era dunque la specie più grande della famiglia degli Alcidi. Il suo passaggio in Salento avvenne intorno a 15.000 anni fa, quando numerose specie animali artiche migrarono verso Sud per sopravvivere alla glaciazione würmiana databile tra 75.000-60.000 e 18.000-16.000 anni fa. Successivamente l’Alca impennis sarebbe scomparso dall’area mediterranea per insediarsi su alcune isolate coste rocciose dell’Atlantico settentrionale, prima della sua estinzione.

I suoi resti furono ritrovati nella grotta naturale scoperta da Paolo Emilio Stasi Grotta Romanelli”, vicino Castro, durante la campagna di scavi effettuata tra il 1914 e il 1920. Le ossa dell'alca impenne furono portate via dalla Puglia e successivamente effettuati i calchi che oggi sono esposti al museo di Maglie, mentre degli originali non si hanno più tracce: nulla esclude che siano andati perduti.

Dopo quarant’anni anni i lavori nella grotta riprenderanno, sotto la guida dei ricercatori Raffaele Sardella e Massimo Massussi dell’Università “La Sapienza” di Roma, che si serviranno di tecniche come laser scanner e Tac per lo studio dei fossili e magari sarà l’occasione per sapere qualcosa in più anche del “pinguino” salentino!
 



  • mariannamangiatordi
  • Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2016 - 18:01
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