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La lectio magistralis del giornalista sportivo Mario Sconcerti

Lo sport approda all'Ekotekne nell'ambito del Progetto Iuventina Università del Salento. Premiati i campioni Causio, Renna, Sensibile, Brio e Conte.


La lectio magistralis del giornalista sportivo Mario Sconcerti

Il futuro del calcio? Multietnico. In tal senso la globalizzazione rappresenta il futuro di questo sport, la squadra vincente è quella che potrà contare di mettere in campo atleti di diverse etnie esaltando le caratteristiche migliori di ogni razza proprio come ha sempre fatto il Brasile.

La comunicazione sportiva? L'avvento di internet ha rivoluzionato la figura del giornalista, il popolo dello stadio attraverso i numerosi siti "fa opinione esprimendo la propria opinione".

Le voci si sono moltiplicate e "troppa informazione equivale a nessuna informazione".

Bisogna riflettere su cosa è l'informazione oggi e far riflettere.

Nella sua lectio magistralis, Mario Sconcerti ha ricostruito i passaggi nodali del cambiamento dell'informazione sportiva strettamente connesso alla Storia, dall'avvento del regime di Mussolini, il primo a capire l'importanza dell'informazione e dello sport, all'avvento della televisione che portando le telecamere in campo ha rivoluzionato i punti di vista e il lavoro del giornalista che deve raccontare non "ciò che gli altri non hanno visto", come accadeva in passato, ma "ciò che tutti hanno visto" e anche da diverse angolazioni. Da racconto di cronaca degli eventi sul campo di gioco, si è passati al racconto di un calcio come fede; la gente oggi vuole sentir parlare della propria squadra e vuole essere confortato dal giornalista. Un passaggio epocale. Da un lato ciò ha provocato un crollo di fiducia nel giornalista, dall'altro ha segnato una svolta anche per i protagonisti in termini di popolarità. Un esempio per tutti: il confronto Pelè e Maradona vinto dall'argentino perché il medium televisivo ha mostrato la sua bravura, rendendolo di gran lunga più popolare di Pelè che gli italiani hanno visto in campo solo ai mondiali del 70. Lo stesso Meazza, campione italiano di cui non si hanno documentazioni video, aveva la stessa classe di Maradona e Pelè nessuno lo celebre al pari di questi campioni perché nessuno lo ha mai visto.

"Noi siamo per come veniamo raccontati, per gli slogan sportivi che ci vengono appiccicati addosso" ha continuato Sconcerti palesando il pericolo di come oggi l'informazione rischia di giustificare le gerarchie degli atleti e delle squadre di appartenenza. Con un giro di domande, il giornalista ha incasellato le sue considerazioni, tra l'altro contenute nel suo libro "Storia delle idee del calcio", suscitando l'interesse della platea e, in particolare, dei tanti studenti che hanno colto l'occasione per porre a loro volta quesiti, ancora una volta inerenti al tema della lectio e cioè l'influenza della comunicazione sportiva che oggi essenzialmente riguarda il lato tecnico.

E se l'informazione locale si moltiplica può vincere solo la qualità, provando a raccontare la squadra come un fatto di cronaca, attraverso una copertura a tappeto e riuscendo a trovare se possibile un anchor man di cui la gente si fida anche se il rischio è che possa condizionare l'opinione pubblica.

Alla domanda "può esserci un'informazione sportiva seria", Sconcerti ha espresso la sua perplessità a riguardo perché se per definizione l'informazione è seria solo quando può raccontare tutto obiettivamente lasciando al pubblico la possibilità di giudicare, per quanto riguarda lo sport non ne ravvede oggi la possibilità essendo ormai il calcio diventato una fede. Pessimismo o provocazione? Una lezione magistrale, applaudita a lungo alla consegna del sigillo accademico.

A seguire la presentazione del progetto Iuventina - Università del Salento che ha visto gli interventi del presidente della LND Regionale, Vito Tisci, che ha istituito una speciale borsa di studio per uno studente-calciatore, il presidente U.S. Lecce Giovanni Semeraro, il professor Stefano Adamo, il d.s. USD Juventina Giorgio Massafra, il professor Luigi Melica, il giornalista Elio Donno che ha ricordato con non poca commozione il lavoro e la personalità del Mister Attilio Adamo.

La proiezione video con le immagini storiche della scuola Iuventina, eccezionalmente anche in mostra, montate da Danilo Azzurrito, è stata la scenografia ideale per il primo "Premio Attilio Adamo" attribuito al Mister Pasquale Salerno, C.T. della Nazionale under 17, poiché interpreta in modo attuale i valori che il Maestro, grande allenatore ed educatore, ha insegnato ai propri allievi divenuti Campioni: umiltà, modestia, rispetto, sacrificio nel lavoro, amicizia e coesione di gruppo.

In un mondo del calcio come quello attuale in cui lo show-business prevale sui valori morali, diviene estremamente difficile trasmettere ai giovani tali insegnamenti. Il Mister Pasquale Salerno, coniugando la professionalità con la carica umana, ha impresso al Suo giovane gruppo una grande coesione, emersa decisamente nelle gare che la Nazionale Under 17 ha disputato nell'ultimo mondiale in Nigeria.

Particolarmente apprezzati dal pubblico in sala, i video con immagini e foto d'epoca che hanno introdotto, di volta in volta, i campioni premiati che nella scuola Iuventina hanno mosso i primi passi: Aldo Sensibile, Mimmo Renna, Franco Causio, Sergio Brio e Antonio Conte. Quest'ultimo, salutato da un applauso scrociante, in diretta telefonica si è scusato per non essere presente con gli altri perché in ritiro con l'Atalanta e ha ringraziato, con voce commossa per il premio celebrativo, ritirato per lui dal padre che è stato anche lui allenatore e presidente della Iuventina negli anni '70.

Premio consegnato dal presidente Semeraro con la seguente motivazione: "Calciatore di grande temperamento e determinazione, la Sua grande personalità ne ha fatto di Lui un vero leader. Da grande Capitano ha messo in campo il Suo carisma che ha portato la Sua squadra (la Juventus) a vincere numerosi titoli nazionali ed internazionali.

Il palmarès dei titoli vinti nella sua carriera da calciatore, esprime tutto il valore del grande campione: 5 campionati italiani, 1 Coppa Italia, 4 Super Coppe Italiane, 1 Coppa UEFA, 1 Champions League, 1 Super Coppa UEFA, 1 Coppa Intertoto, 1 Coppa Intercontinentale. Vicecampione del Mondo nel Campionato mondiale di calcio 1994, Vicecampione d'Europa nel Campionato europeo di calcio 2000 . Oggi, da giovane allenatore emergente, con umiltà e signorilità, sta imponendo le Sue idee vincenti. Molto rispettato in campo e fuori dai calciatori e dai colleghi; ha il DNA del Campione e del Leader."

Nell'ordine hanno ricevuto il Premio, dalle mani del Presidente Semeraro, Sergio Brio con la seguente motivazione:

"Il vichingo venuto dal Sud. Insostituibile colonna e muro insormontabile della Juventus dell'era Boniperti. Con i colori bianco-neri ha praticamente vinto tutto quello che un atleta può vincere nel calcio: 4 campionati italiani, 3 Coppe Italia, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa UEFA, 1 SuperCoppa UEFA. E difatti è uno dei pochi calciatori in Europa a poter vantare un simile palmarès.

Appartengono alla storia del calcio gli scontri epici con i più forti attaccanti di club nazionali ed internazionali.

La grande forza di carattere, l'assoluta lealtà e la profonda generosità ne hanno fatto un Campione anche nella vita."

"Ho Lecce sempre nel cuore e Attilio Adamo è un grande Maestro che mi ha insegnato tanto" - ha commentato Franco Causio commosso alla consegna del premio che gli è stato attribuito perché: "Franco Causio è tuttora il solo leccese Campione del Mondo ed i Campioni del Mondo rimangono sempre nel cuore della gente.

Precursore a livello internazionale di un'interpretazione moderna del ruolo di ala, si è guadagnato il titolo di Barone per la Sua eleganza dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Ha segnato la storia del calcio italiano scritta negli annali; approdato alla corte della Juventus, dove ha militato per 11 stagioni consecutive, è divenuto una delle colonne della squadra, affermandosi come uno dei centrocampisti italiani più forti di tutti i tempi, vincendo 6 scudetti, 1 Coppa UEFA e 1 Coppa Italia, Nel 1982 ha vinto il titolo di Campione del Mondo nei gloriosi mondiali di Spagna."

Premiati anche Aldo Sensibile "Irriducibile grande terzino degli anni sessanta e settanta. Una vera e propria forza della natura, combinata ad una grinta non comune e ad un tempismo eccezionale. Già nella Roma di Oronzo Pugliese a soli diciassette anni, solo un gravissimo infortunio ne frena l'ascesa, ma la Sua grande forza di carattere Lo porta a superare ogni ostacolo, consentendogli di conseguire brillanti risultati anche come allenatore di calcio a vari livelli (tra gli altri Ascoli, Napoli e Lecce). Ha ereditato dal Suo Maestro la grande passione e la giusta competenza nella cura dei giovani talenti che Lo portano ad assumere tuttora ruoli di rilievo nel settore."

E Mimmo Renna "Primo leccese a vincere uno scudetto nel calcio italiano con il Bologna di Fulvio Bernardini. Rappresenta il primo grande talento salentino impostosi all'attenzione dei grandi club italiani degli anni '50 -'60 (in particolare Fiorentina e Bologna). Calciatore di tecnica sopraffina e persona dalle grandi doti umane, ha vissuto importanti stagioni da calciatore prima e da allenatore poi. A livello di esperienze di panchina, basti ricordare le storiche promozioni con il Lecce (dalla Serie C alla Serie B) nel 1975-76 e quella in Serie A con l'Ascoli dei record nel 1977-78. Ha sempre mantenuto vivo il legame con la Sua terra e la passione per il calcio, dedicandosi ancora oggi, come il Suo Maestro, alla cura dei giovani virgulti del Salento."

Tutti i campioni, visibilmente emozionati per l'encomio ricevuto, a distanza di anni, dalla visione delle immagini evocative del loro glorioso passato calcistico hanno espresso parole di commosso ricordo nei confronti del mister Attilio Adamo. Certo, faceva strano vedere il gigante buono Sergio Brio con gli occhi lucidi; la passione, il ricordo, la memoria deve rimanere viva nei nostri cuori e vivere i campioni che hanno dato tanto arricchisce anche il nostro presente. (a.f.)



  • Redazione
  • Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2014 - 21:55
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