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Artigianato del Salento

Cartapesta, terracotta, ceramica, sculture ed oggettistica in pietra leccese. Difficile non accostare questi materiali al concetto di artigianato tipico del Salento. Senza dimenticare la lavorazione del ferro battuto (materiale spesso presente sui balconcini bombati dei palazzi signorili), la lavorazione artistica del vetro, del rame o del legno ed il ricamo su tessuto, arte fine e paziente in cui tante donne salentine sono maestre.

Terracotta

Non c'è presepe salentino - tornando alle attività peculiari - che sia privo dei pupi di cartapesta. Pullula il centro storico di Lecce di laboratori artigianali, all'interno dei quali non è difficile scorgere i "maestri" all'opera, intenti a realizzare quei piccoli e grandi fantocci in carta e stracci finemente assemblati che diventano raffinati soprammobili oppure popolano i percorsi attorno alla mangiatoia durante il periodo natalizio. La pietra leccese (in dialetto leccisu) è, invece, una roccia calcarea tipica della penisola salentina che affiora naturalmente dal terreno e che, con il trascorrere del tempo, accresce la propria durezza assumendo nel contempo una sfumatura ambra nel colore, inizialmente rispondente ad una gamma che va dal bianco al giallo paglierino. Il "leccisu" viene estratto da cave a cielo aperto presenti un po' dovunque ed in particolare a Maglie, Cursi, Corigliano d'Otranto, Melpignano, oltre che a Lecce. Poiché assai sensibile all'azione corrosiva delle intemperie atmosferiche, gli scultori dell'epoca barocca immergevano i blocchi di pietra nel lattosio a creare una cortina così impermeabile da portarla praticamente intatta a tutt'oggi. Molto duttile grazie alla presenza dell'argilla, la pietra leccese è stata largamente utilizzata in scultura ed architettura, campi nei quali ha imperato contribuendo alla fama internazionale raggiunta dal barocco leccese.

Pietra leccese

Basti pensare a guglie, fregi e rosoni che ornano il Duomo, Santa Croce, Palazzo dei Celestini e tante chiese e palazzi signorili del capoluogo. Oggi sono tanti gli oggetti ornamentali ed i souvenir realizzati in pietra salentina. Cutrofiano. e Grottaglie. sono, infine, i centri per eccellenza della ceramica. Nel paese dell'entroterra leccese - favorito dalla presenza di cave d'argilla - la lavorazione della terracotta si tramanda dal lontano medioevo, mentre da oltre trent'anni in agosto si tiene la mostra dell'artigianato figulo (relativo ai vasi). A Cutrofiano si produce in serie ceramica finemente decorata: vasi per fiori, bicchieri, piatti anche per arredamento e tantissimi souvenir (in special modo fischietti). Grottaglie conta su un vero e proprio quartiere delle Ceramiche, dove si produce qualsiasi oggetto in terracotta, anche se un paio restano quelli tipici del paese in provincia di Taranto e cioè "lu capasone" (recipiente di grandi dimensioni che serve a conservare il vino o l'olio) e "lu pumu" (il pomo, un oggetto in terracotta che si pone agli angoli dei balconi, sovente ornamento delle abitazioni nel centro storico della cittadina jonica).