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Le torri costiere, un capitolo di storia del Salento

250 Km di costa cadenzati da un infinito susseguirsi di torri d’avvistamento costiere.


Le torri costiere, un capitolo di storia del Salento

Molte di queste torri sono state fatte erigere nel periodo spagnolo, all'inizio del XVI° secolo da Carlo V su ambedue i litorali, da San Cataldo (mare Adriatico) a Porto Cesareo (siamo sullo Jonio), per individuare in lontananza il nemico predatore - turchi e corsari in prevalenza - che si preparava all'assalto. Necessità avvertita fin dal 1480 quando Otranto, durante la dominazione aragonese, fu assediata e invasa dai turchi, lugubri protagonisti del sanguinoso eccidio di 800 persone (i famosi martiri d'Otranto) che rifiutarono la conversione al credo islamico. La strategia di difesa del territorio contemplava tuttavia anche la ristrutturazione di quelle già esistenti di età sveva e angioina e la fortificazione delle masserie, roccaforti dell'economia salentina. La sola provincia di Lecce conta 57 torri, molte delle quali si trovano tuttavia in pessime condizioni. La maggior parte è presente sulla sponda est, riva adriatica (mare aperto che collega a Grecia e Balcani). Possenti strutture militari che comunque ben s'integrano, sopratutto nel ricordo della fiera e memorabile resistenza delle genti salentine, con gli splendidi paesaggi costieri. La maggior parte, ad ogni modo, servivano al mero avvistamento dell'imbarcazione nemica e quindi sono molto piccole, con la pianta quadrata o circolare. Solo alcune, specie a nord di Gallipoli, hanno dimensioni maggiori in quanto impiegate come sede di comando e per affastellare merci. Al piano terra, in genere, vi era una cisterna utile alla raccolta delle acque piovane, sopra la zona abitabile e sul terrazzo le feritoie dove posizionare spingarde ed archibugi. Notevoli i vantaggi di cui godeva, in qualità "capitano di torre", colui che acquistava una torre o ne costruiva una assumendone diritti ed obblighi. Così capitava spesso che qualche capitano riuscisse a "strafare" con le navi mercantili che approdavano nella zona e si arricchisse a dismisura. Prolisso elencare tutti le torri costiere disseminate lungo i due mari. Ci limitiamo a qualche curiosità. Torre Mozza (marina di Ugento) fu così detta perché crollò più volte e quasi subito dopo la fine dei lavori di costruzione. La causa? Per risparmiare, non di rado, si utilizzava l'acqua marina - in luogo di quella dolce - per impastare la malta. Questo però provocava una rapida erosione delle mura..... Caratteristica Torre San Giovanni (Ugento), oggi diventata faro (determinante per evitare alle barche di arenarsi sulle famose e perfide secche) e sede della "Guardia Costiera". La torre si presenta come una scacchiera verticale bianca e nera, cosa che la rende facilmente avvistabile - anche in lontananza - dal mare. Alcune torri, infine, vengono ornate di luci in occasioni delle feste celebrate nelle marine durante il periodo estivo. Suggestiva, ad esempio, risulta l'illuminazione di quella sita a Torre Pali (marina di Salve) in occasione della festa del 17 agosto. Quella di Torre Pali rappresenta, tra l'altro, l'unica torre di avvistamento con le fondamenta completamente immerse nel mare.



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  • Redazione
  • Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2014 - 21:56
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