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Orecchiette e minchiareddhi: siete pronti per preparare la vera pasta fatta in casa?

Oggi Salento.com vi delizia con una sfida all'ultima orecchietta! Acqua, farina, sale e tanta pazienza per preparare insieme la vera pasta fresca salentina.


Orecchiette e minchiareddhi: siete pronti per preparare la vera pasta fatta in casa?

Lo sentite il rumore del vento che fa ondeggiare le spighe al sole formando delle onde dorate sui campi da mietere? Non so voi, ma noi di Salento.com sappiamo solo che sta per avvicinarsi domenica, e come da tradizione, è il momento di mettersi all'opera con acqua e farina perchè più che il vento riusciamo a immaginarci il profumo di un bel piatto di orecchiette e minchiaredhi al sugo, oltre che ad avere fame!

Si sa, il sapore del grano è come un viaggio nel tempo, non si può non celebrare un giorno di festa con la bontà e la genuinità della tradizione contadina.
La pasta fatta in casa veniva infatti tradizionalmente impastata la domenica, il giorno della festa e anche il giovedì.
Tria, sagne 'ncannulate, e ovviamente orecchiette e gli inconfondibili minchiareddhi (detti anche pizzarieddhii o maccaruni). Per il condimento della pasta diciamo no alle sperimentazioni! La pasta fresca (soprattutto se si tratta di orecchiette e minchiareddhi) non può che sposarsi bene solo col sugo di pomodoro. D'estate si utilizzano i pomodori freschi e d'inverno la salsa di pomodoro imbottigliata in estate. Il formaggio? Cacioricotta nel periodo primavera-estate e il pecorino o la "ricotta schianta" (ricotta dal sapore forte) nella stagione invernale. Ma questa volta concediamo anche delle piccole variazioni.

Pronti? Una precisazione prima di iniziare: la pasta può essere realizzata con la farina di grano oppure con quella di orzo, a seconda dei gusti. Inutile dire che la differenza si nota subito dal colore, in quanto quella di orzo ha un colore più scuro. Il procedimento è comunque lo stesso.
Cosa occorre? Acqua, farina, e una spianatoia. Per preparare le orecchiette vi servirà un coltello, per i minchiareddhi le nostre nonne utilizzavano per modellare la pasta nella forma allungata e bucata all'interno lu "lu filu te fierru", un fil di ferro quadrato di pochi millimetri di diametro e lungo c.a. 30 centimetri.

Preparazione: Disponete a fontana la farina sulla spianatoia, versatevi una parte dell'acqua e iniziate a impastare con movimenti circolari, aggiungete il sale e l'acqua un poco alla volta sin quando tutta la farina non e' stata assorbita. Continuate ad impastare sino ad ottenere un impasto abbastanza elastico che non sia appiccicoso. Lavoratelo fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo, prendetene una parte e formate un cordoncino del diametro di 1 cm circa, per poi tagliarlo in pezzetti di 2/3 cm.
Per la preparazione dei minchiareddhi, prendete "lu fierru te la pasta" e disponetelo su ciascun pezzetto di pasta, pressate leggermente il ferro e con il palmo della mano fate un movimento rotatorio con decisione, sfilate il maccheroncino cavato e posatelo sulla tovaglia con una spolverata di farina.
Per la preparazione delle orecchiette prendete invece un coltello dalla punta arrotondata, esercitando una leggera pressione, trascinate il dischetto con la punta del coltello sulla spianatoia, in modo da curvare la pasta. A questo punto staccate dal coltello la pasta e rivoltatela, dando la forma all'orecchietta dalla classica superficie rugosa e irregolare. Non resta che mettere sul fuoco l'acqua e preparare la tavola... Buon appetito!



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  • Chiara_Pis
  • Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2014 - 21:56
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