Oria

    Il comune di Oria


    Oria

    La fondazione di Oria, secondo Erodoto, avvenne quando un gruppo di cretesi naufragò lungo le coste salentine non lontano da Oria. I cretesi scelsero il colle più alto per iniziare la costruzione della città in quanto da lì potevano ben controllare tutto il territorio circostante. Diedero a tale città il nome Hyria.

    Durante l'VIII secolo a.C. Oria comincia, la sua evoluzione da abitato "sparso" a città vera e propria, infatti abbiamo una concentrazione, probabilmente di capanne sul colle più alto della città come attestato dalla libera università di Amsterdam. La città messapica di Oria aveva contatti con tutte le più importanti città dell'epoca, sia della messapia che città magno-greche. Di particolare interessa risulta il rapporto con la vicina e potente città di Taranto, con la quale il rapporto non era certo dei più pacifici, anche se vi erano periodi di floridi scambi culturali e commerciali. La rivalità dei Messapi con Taranto giunse all'apice nel 473 a.C. quando i Tarantini, uniti ai Reggini si scontrarono con i Messapi. Tale forte conflitto fini con l'indebolire sia i Messapi che i Tarantini, Con il 272 a.C. Taranto e di li a poco i Messapi persero la loro indipendenza almeno in parte, a causa della crescente potenza di Roma, Oria non perse però la sua importanza. Nel 88 a.C. divenne quindi municipio romano, ed ebbe l'importante privilegio di continuare a battere monete.

    Con l'altomedioevo come spesso accade le notizie si fanno più scarse e meno certe, in particolar modo durante la guerra greco-gotica; Oria fu spesso devastata come del resto gran parte dell'Italia Meridionale. In seguito Oria fu un territorio di transizione tra Bizantini e Longobardi, nell'area della città doveva trovarsi il cosiddetto limitone dei greci; una sorta di confine tra territori longobardi e bizantini.

    Nel corso del IX-X secolo Oria fu spesso bersaglio dei Saraceni, che saccheggiarono e distrussero più volte la città. L'imperatore Ludovico II nel 867 si recò in Oria per liberarla dai saraceni; ma gli attacchi non cessarono. Nel 924 i saraceni misero a ferro e fuoco la città ci furono numerose vittime.

    Nel IX secolo si assiste all'ascesa dei normanni, e nel 1062 Oria fu conquistata dal Conte Unfredo di Altavilla.

    Il più noto degli Svevi fu Federico II; il puer apuliae ampliò nel 1225 il vecchio maniero normanno che a sua volta poggiava probabilmente su fortificazioni bizantine e andando ancora più indietro nel tempo messapiche.

    Oria si ribellò a Manfredi, subì l'ennesimo assedio ma ne fu presto liberata grazie anche all'eroico Tommaso d'Oria. Sotto il dominio degli Angioini, Oria subì un nuovo assedio, nel 1433 venne saccheggiata da Giacomo Caldora famoso condottiero dell'epoca. Divenne poi feudo degli Orsini Del Balzo.

    Alle soglie del 1500 Oria dovette subire nuovi assedi, celebre l'aspra resistenza contro gli Spagnoli che assediavano la città, salvata secondo la leggenda dal patrono San Barsanofio, e dal valore di tutti i cittadini. Da questo momento in poi la città fu "affidata" a diverse famiglie nel 1572 San Carlo Borromeo elienò il feudo al vescovo di Cassano; per poi passare agli Imperiali, famiglia nobile di origine genovese.

    Dopo il 1500 comincia anche un lento declino dell'antica città, forse il primo pilastro di tale "decadimento". Nel corso del settecento a cura di Michele Imperiali vengono restaurati alcuni monumenti della città tra cui Porta Manfredi.



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    • Redazione
    • Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2014 - 19:25
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