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Gusto (e non solo) in fiera: ritorna a Sannicola la Fiera di San Simone

Lunedì 28 e martedì 29 ottobre a Sannicola, in piazza Repubblica, torna il tradizionale appuntamento con la Fiera di San Simone, che continua da due secoli a questa parte.

Dal 28 Ottobre 2013 - 14:00

Al 29 Ottobre 2013 - 13:00


Gusto (e non solo) in fiera: ritorna a Sannicola la Fiera di San Simone

Nel corso del XVIII secolo, il 28 ottobre, il piccolo paese di San Simone, frazione di Sannicola, diventava per alcuni giorni il fulcro delle attività economiche e commerciali del Salento, grazie a una grande fiera mercato, alla quale accorreva una straordinaria quantità di gente. Una fiera che nel corso degli ultimi due secoli ha continuato a ingrandirsi, arrivando ad accogliere oltre trecento espositori, e spostandosi proprio per motivi di spazio nel centro di Sannicola.
E proprio in questi giorni, precisamente il 28 e 29 ottobre, Sannicola diventa “pedonale”, il paese viene diviso in zone a tema che accolgono stand e bancarelle di diverse tipologie. Piazza della Repubblica è pervasa dai profumi e dai sapori della Fiera del Gusto, dove gli stand offrono assaggi di piatti tipici come le rinomate “‘mpille”, le “pucce” cotte al forno a legna, e “lu spazzatu” a base di pane, formaggio, agnello, maiale e uova. Da gustare anche i vini, gli oli, le conserve, i salumi, i formaggi, rigorosamente a chilometro zero. E ancora, minicorsi di degustazione, preparazione di ricette e piatti, letture enogastronomiche.
Oltre a questa rassegna di prodotti alimentari ci sarà anche un mercato con abbigliamento, arredi, casalinghi, artigianato e agricoltura. Non mancherà poi l’animazione sia per i grandi che per i piccini, la musica dal vivo e l’esibizione di artisti di strada che allieteranno l’atmosfera di queste due serate di festa.

Il professor Marcello Musca nel suo libro "Un Anno a Sannicola" ricorda così la Fiera di San Simone: "…eravamo ragazzi e vedevamo giungere la sera del 27, su traini carichi d'ogni ben di Dio, mercanti di ogni genere che pernottavano per terra sotto le bancarelle onde essere pronti la mattina presto ad esporre la merce…i ragazzi rompevano lu furone dove avevano custodito il denaro raccolto dalla vendita dei fichi destinati alle distillerie…Ci si trovava di tutto dai tessuti alla lana, dai cappotti ai generi alimentari, agli attrezzi agricoli. Le scale di legno, le scarpe e gli animali occupavano spazi a parte, mentre i cinesi predecessori dei vu cumprà, giravano dappertutto con le loro cianfrusaglie e mercerie. Si vendeva anche l'acqua potabile sempre scarsa in questa terra sitibonda. I venditori di mantelline e pastrani che giungevano da molto lontano prendevano in affitto le rimesse del centro e si trattenevano anche il giorno dopo per invogliare i paesani più restii a fare acquisti. Chi faceva affari d'oro erano i macellai che arrostivano nel forno del retrobottega mboti e capuzze, consumati subito in grande allegria nelle vicine bettole dove era pronta la quatara e i pezzetti innaffiati col forte vino paesano…" Scopo dell'amministrazione di Sannicola nel prosieguo della tradizione è proprio mantenere viva quell'atmosfera che si respirava allora. 

 



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  • Chiara_Pis
  • Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2014 - 21:57
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