Nucleare nel Salento?

No Nucleare nel Salento Berlusconi e Sarkozy hanno firmato un'intesa per la costruzione di 4 centrali nucleari entro il 2020.

Il Salento è stato, ed è, oggetto di attenzione come sito per una centrale o come deposito di scorie radioattive nella zona dell'Arneo.

E' meglio lottare e cacciare i portatori di morte o arrendersi al "quieto vivere" e dire che la centrale serve?

Ai posteri l'ardua sentenza... per adesso pensiamo che la nostra terra è stata già stupratata abbastanza e non può reggere altre realtà di morte come l'ILVA di Taranto o la Federico II di Cerano.

E' ora di dire basta...

Serata Anti-nucleare ad Avetrana

ritratto di Salento.com

Serata antinucleare ad Avetrana il 31 Luglio 2009 con proiezione di Report "Il grande Inganno"

Gentile Redazione

Chi le scrive è Antonio Forte coordinatore del Comitato Anti nucleare di Avetrana. Al nostro Comitato (nato per iniziativa dell'arci Res Avetrana questo inverno) partecipano numerose associazioni, sindacati, rappresentanze di categoria e partiti politici. E crediamo che la platea degli aderenti si allargherà sempre di più perchè unanime è la volontà del territorio di ribellarsi dinnanzi a ipotesi di ritorno al nucleare.
Putroppo la legge oramai è fatta e non ci resta che opporci in maniera costruttiva attraverso anche un'azione di proposta. La nostra proposta è l'energia alternativa, specie se di piccola potenza e ben distribuita sul territorio (uno per tutti il solare diffuso). Ma comunque su questi temi apriremo un dibattito interessante nei prossimi mesi.

Ora l'emergenza è informare la cittadinanza che dall' '86 ad oggi, nulla è cambiato sul nucleare e per questo proietteremo il 31 Luglio 2009 la puntata di Report "Il grande Inganno" andata in onda su Rai Tre la corsa primavera.
La proiezione comincerà intorno alle 21.00 presso Piazza Vittorio Veneto ad Avetrana (Ta), e sia durante la proiezione che dopo i massimi esperti in Italia da noi contattati risponderanno alle domande del pubblico.

Saranno presenti:

- Nicola Conenna (Presidente Università dell'Idrogeno)
- Felice Santarcangelo (di "No scorie" di Scanzano)
- Gianni Mattioli (non ha bisogno di presentazioni)
- Antonio De Giorgi (energy manager associazione Grande Salento)

Il Comitato Anti nucleare Avetranese è composto da: Coldiretti, AGE, CIA, CGIL, ConfCommercio, Confesercenti, Arci Res, Partito Democratico, Movimento per la Sinistra, P.Rifondazione Comunista, Comitato degli anni '80, Pro Loco, Ass.I.Prol, La Carica dei 101, Centro Studi Danza, ACLI,
Aida, Archeclub, Associazione Grande Salento. Ci da il suo appoggio anche Don Battista Pezzarossa.

Ringraziando, porgo cordiali saluti.

Antonio Forte

Greenpeace

ritratto di Salento.com

LE MAPPE NUCLEARI PER L'ITALIA

No nucleare in Italia

Cari salentini, vi scriviamo per un aggiornamento importante in campo nucleare. Se dovesse tornare il nucleare in Italia, sarebbero pochissimi i territori che potrebbero ospitarlo! Abbiamo analizzato, infatti, tre importanti mappe, ormai dimenticate, che svelano perché lo stivale è assolutamente inadatto alle centrali nucleari:

- una carta del CNEN (poi diventato Enea) degli anni Settanta
- una mappa ENEA sulla vulnerabilità delle aree costiere ai cambiamenti climatici
- una mappa per la localizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari Ieri è stato approvato il DDL 1195 che dà sei mesi al governo per definire i criteri per la localizzazione dei siti nucleari.

Se per stabilire questi siti, il criterio della vulnerabilità climatica venisse adottato, dalla vecchia carta CNEN dovrebebro essere tolte diverse aree costiere e se ci fosse anche l'indicazione del pericolo sismico, rimarrebbero pochissimi siti su cui puntare l'attenzione: nelle province di Vercelli e Pavia, isola di Pianosa in Toscana, province di Ogliastra, Nuoro e Cagliari.

Oggi sul quotidiano "La Repubblica" è stato pubblicato un dossier elaborato proprio sulla base delle mappe nucleari diffuse da Greenpeace. L'articolo ha scatenato reazioni immediate nelle Regioni più a rischio. Al momento Sardegna, Puglia e Piemonte si sono dichiarate preoccupate e non disponibili a ospitare centrali e scorie nucleari. Noi continueremo a fare campagna contro il nucleare e a opporci a questa sciagurata scelta del governo. Nei giorni scorsi abbiamo mandato una mail ai candidati alle prossime elezioni europee per sapere cosa pensano del ritorno al nucleare in Italia. Vi aggiorneremo presto sulle loro risposte.

No alle Energie Selvaggie

ritratto di salentone

Uno scenario catastrofico si prepara per il Salento destinato a divenire una colonia energetica per la produzione di energia da esportare altrove con immensi danni per il territorio e le sue genti; un paesaggio devastato, stuprato e sfigurato da centinaia di mega torri eoliche d'acciaio fonti di inquinamento visivo, acustico e di altissima pericolosità per la rottura delle pale dei rotori lanciabili a decine di centinaia di metri di distanza; paesaggio devastato ancora da deserti di impianti fotovoltaici che distruggeranno la biodiversità e la vita e altereranno il clima; le genti del Salento inquinate da decine e decine di centrali a biomasse e/o inceneritori che inquineranno l'aria, le acque, il terreno e le falde, piegando la locale agricoltura alle inquinanti monocolture intensive e transgeniche, e deforestando gli uliveti salentini e le foreste tropicali ed equatoriali per le produzioni di biomasse; scenario catastrofico che vede nessuna riduzione prevista per l'uso del carbone o del gas (fonti fossili) nelle locali industrie dell' energia preesistenti in Puglia, ma a cui si aggiungeranno addirittura anche le centrali nucleari e i mortali depositi di scorie! In questo scenario calamitoso il "Coordinamento interprovinciale delle associazioni ambientaliste" con il "Forum per la l'ambiente e la salute di Lecce" lancia una campagna di informazione per contrastare la cattivissima e strumentale informazione data dal "Festival dell'Energia" che si tiene a Lecce per il secondo anno per propinare con "panem et circenses" e l' impiego di esose risorse pubbliche e private (delle aziende interessate ad impiantare nel salento le loro impattanti centrali), un futuro orrendo e nocivo agli abitanti del Salento, quando invece si dovrebbe istituire una unità governativa di crisi nel Salento per interrompere l'escalation distruttiva politico-imprenditoriale in corso!

No all'Energia Selvaggia

In seno alla campagna di corretta informazione avviata dagli ambientalisti la città di Lecce è stata adornata in questi giorni di maxi-manifesti forti nel messaggio e di estrema eleganza al contempo che si avvalgano dei preziosi scatti appositamente realizzati e donati dall'autore Oreste Caroppo.

Per ulteriori informazioni consigliamo la visione del seguente breve video della conferenza stampa tenuta ieri presso Palazzo Adorno in Lecce.

youtube.com/watch?v=Nov1ubX2sz8&feature=PlayList&p=B5A1B96608F9A53A&index=1

Più nucleare uguale più debiti...

ritratto di Salento.com

I debiti di Enel crescerebbero di oltre 30 miliardi di euro, se la società investisse nel nucleare. È quanto emerge dal rapporto finanziario "ENEL: prospettive e rischi degli investimenti in energia nucleare" presentato oggi a Milano al convegno dell'Azionariato critico.

Lo studio - elaborato dal Prof. Stephen Thomas dell'Università di Greenwich e commissionato da Greenpeace Italia e Fondazione Culturale Responsabilità Etica - analizza il rapporto tra il debito finanziario di Enel e i progetti espansionistici nel nucleare.

Enel, che questa settimana approverà il bilancio dell'esercizio 2008, presenta debiti finanziari per 50 miliardi di euro. Con l'acquisto di un'ulteriore quota di Endesa nel 2009, l'indebitamento finanziario della società è salito a 61 miliardi di euro, quadruplicandosi in meno di due anni.

Nonostante il forte indebitamento, ENEL ha manifestato l'intenzione di espandere il suo impegno nel nucleare – in Italia e all'estero – e questo comporterà costosi e rischiosi investimenti. Il rapporto commissionato da Greenpeace stima in 31,5 miliardi il costo degli ulteriori investimenti di Enel nel nucleare. Solo in Italia, infatti, i quattro reattori EPR, che Enel progetta di costruire in seguito all'accordo di collaborazione con EDF, costeranno circa 25 miliardi di euro.

L'attuale debito finanziario dell'Enel rimarrà circa doppio rispetto a quello di EDF, il colosso elettrico francese recentemente coinvolto per spionaggio ai danni di Greenpeace. Com'è possibile aumentare di oltre 30 miliardi di euro questo indebitamento con ulteriori investimenti nel nucleare?

Tra gli interventi decisi per finanziare i propri piani, Enel, inoltre, ha deciso di vendere quote di Enel Green Power, la divisione specializzata in energie rinnovabili e che presenta una redditività pari a tre volte quella generale del gruppo.

Chiediamo a Enel di rivedere profondamente le sue scelte sul nucleare, di non sacrificare quote di Enel Green Power e incrementare gli investimenti nelle fonti rinnovabili.

AZIONE ANTI-NUCLEARE A SCANZANO JONICO

AZIONE ANTI-NUCLEARE A SCANZANO JONICO

Scanzano Jonico rischia di ospitare il deposito delle scorie nucleari. Siamo andati sul sito dei pozzi aperti. In una notte li abbiamo cementati e trasformati in un parco giochi. Abbiamo chiesto alla Regione Basilicata di dichiararsi pubblicamente non disponibile a subire un deposito nucleare sul proprio territorio.

Il No assoluto al nucleare è arrivato poche ore dopo l’inizio del blitz, quando l’Assessore all’Ambiente della regione Basilicata ha fatto visita agli attivisti. Ora continueremo a fare campagna affinché anche le altre regioni italiane prendano una posizione ferma contro il nucleare, e in particolare sul DDL 1195, in discussione al senato, che propone una via autoritaria e sovietica al nucleare.

Contribuisci anche tu al successo delle nostre campagne.
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Codice Fiscale 97046630584.

nucleare

pijamune ntorna quiddhu ca ne ttocca!

Quando tutto il mondo va verso le energie rinnovabili...

ritratto di Salento.com

Ma questo nostro presidente è disinformato naturale o ha studiato per diventarlo? Nessuno gli ha detto che, a parte il pericolo continuo di disastro tipo Chèrnobyl, per il nucleare esiste il problema delle scorie? E che noi, in Italia, per il solo fatto di aver messo in funzione un paio di centrali nucleari cinquant'anni fa, ancora oggi abbiamo scorie che non sappiamo dove sbattere? E lo stesso accade anche in Francia, Il presidente ha dichiarato che entro il 2020 da noi sarà già attiva la prima delle quattro centrali previste. Ma quel cervello incandescente di governante sa cosa costa montare una centrale nucleare? In Finlandia ne stanno costruendo giusto una di ultima generazione. Avevano previsto che sarebbe costata un miliardo di euro, ma a metà percorso si sono accorti che il miliardo previsto s'era raddoppiato, due miliardi. Ora i responsabili della centrale, gente preparata e onesta, hanno avvertito che il valore dell'energia che riusciranno a produrre con quella loro centrale non riuscirà a coprire neanche la metà dei costi di fabbricazione ed impianto. Non solo, ma che la perdita aumenterà a dismisura quando, fra una ventina d'anni, come di norma, dovranno smontare tutto l'impianto e preoccuparsi di imballare ogni elemento dentro un enorme container in cemento armato, e poi andare a sistemarlo in uno spazio scavato nella roccia a un minimo di dieci metri sotto il livello del suolo.