Edoardo Winspeare

Edoardo ha girato il mondo come fotografo (sua prima passione) e realizzato una serie di cortometraggi, quasi sempre legati alle tradizioni salentine.
Foto Edoardo Winspeare

Il Salento è ormai, da qualche anno in qua, terreno fertile di set cinematografici. Pellicole di grande spessore culturale sono spesso ambientate tra ulivi, spiagge e fantastici panorami delle due coste. Anche importanti sceneggiati delle tv nazionali hanno trovato ambientazione nel Salento. E' stato il caso ad esempio di "Elisa di Rivombrosa" e del "Giudice Mastrangelo". Quando, però, si parla di cinema salentino il nome di prestigio da associare immediatamente al concetto di celluloide è quello di Edoardo Winspeare. Basterebbe al riguardo riportare una "Reuters" del 27 ottobre 2008: "Gli applausi più convinti sinora al Festival del cinema di Roma sono stati tributati da una platea di giornalisti e addetti ai lavori questa mattina a "Galantuomini", storia d'amore e malavita sullo sfondo del Salento del giovane regista pugliese Edoardo Winspeare". Nato a Klagenfurt in Austria il 14 settembre del 1965, vive a dispetto del cognome anglosassone da sempre nel Salento, a Depressa frazione di Tricase. Ha studiato Lettere all'Università di Firenze e si è diplomato alla Scuola di Cinema di Monaco di Baviera presso la quale è stato montatore, tecnico del suono ed assistente alla regia, materia nella quale si è diplomato in Germania. Edoardo ha girato il mondo come fotografo (sua prima passione) e realizzato una serie di cortometraggi, quasi sempre legati alle tradizioni salentine. Un tema su tutti: la "Pizzica", tradizionale ballo popolare. Ed infatti nel 1995 produce il lungometraggio "Pizzicata", che vede tra i protagonisti Pino Zimba maestro salentino del tamburello. Cinque anni prima i due avevano fondato, insieme ad un nutrito gruppo di musicisti il gruppo "Officina d'Arte Zoè". Già con "Pizzicata" (miglior film al festival scozzese di Edimburgo) calamita l'attenzione della critica straniera, attratta dal folklore e dalla cultura salentina espressi ed all'epoca decisamente sconosciuti. Il grande successo di pubblico arriva nel 2000 con il film "Sangue vivo", recitato in dialetto salentino e sottotitolato in italiano. Stupenda scenografia, autenticità degli interpreti, storia che rasenta l'inchiesta giornalistica. Risultato: ottimi apprezzamenti internazionali e "Grolla d'oro" a Saint Vincent, in Italia, come miglior film. Riconoscimento replicato al "Città di Roma" con il film del 2003, "Il miracolo", presentato alla Mostra del cinema di Venezia. Per finire al Festival internazionale del film di Roma dove ha presentato la sua ultima fatica "Galantuomini", con l'attrice catanese Donatella Finocchiaro nel ruolo di una donna di potere che funge da braccio destro di un boss. Difficile, date le premesse, non pronosticare un altro centro pieno di Winspeare.